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Il Brasile e me

Quest’anno  io e il Brasile festeggiamo dieci anni.
È il nostro anniversario.

silvia brasile

Nel 2006 vi approdavo, proprio nel luogo in cui nel Sedicesimo secolo i Portoghesi giunsero con le loro navi.
A Porto Seguro, nella parte meridionale dello Stato di Bahia.
La costa  a cui appartiene lo dichiara da subito, siamo sul litorale della Scoperta – Costa do Descobrimento. E come recita un detto per promuovere la località: AQUI NASCEU O BRASIL.
Patrimonio Naturale dell’Unesco, conserva e tenta di proteggere ciò che rimane della Mata Atlântica, l’antichissima foresta pluviale che un tempo impreziosiva tutta la costa, dal Brasile all’Argentina.

E dal 2006 ci vengo regolarmente, anche grazie al lavoro che ho svolto fino a un paio di anni fa. Un’esperienza  da cui ho imparato tantissimo, che mi ha formata professionalmente e che ancora oggi, come un faro, mi guida.
Questo Paese, che è entrato nella mia vita in modo inatteso e prepotente, ha lasciato un marchio indelebile.

Il nostro rapporto non è mai stato semplice. È stato lo specchio delle mie debolezze e di impensate risorse. Me ne sono innamorata all’istante, per la sua bellezza sfacciata e senza filtri. Mi ha spesso messo alla prova, smuovendo le mie inquietudini.
Il Brasile sensuale, generoso di sorrisi, al sapore di papaya a colazione. Il suo vento umido, tropicale, che ti abbraccia, lasciandoti addosso un profumo inconfondibile.

infinito

Non potevo mancare a questo incontro, non potevo non celebrare questo evento.
Sono venuta ad abbracciarlo anche io.
Durante questo breve viaggio ho celebrato il nostro anniversario, in modo intimo, ma consapevole,  facendo ciò che da sempre amo più fare qui: passeggiare.
Camminare lungo le sue bellissime spiagge e lasciare che i pensieri si liberino e seguano il ritmo delle onde.

Qualche mattina fa mi sono regalata una passeggiata speciale fino a Coroa Vermelha, pochi chilometri a nord di Porto Seguro, in cui durante la bassa marea una lingua di terra si insinua nell’oceano.
Durante la bassa marea, il paesaggio diventa surreale, per me magnifico.
Si respira una vaga idea d’infinito.
Le barche, che normalmente galleggiano a decine di metri dalla riva, rimangono immobili sulla sabbia. E in quell’immagine commovente e desolata, ho pensato, «Eccola lì la saudade».
L’ho trovata in queste barche in attesa del loro oceano. In quel preciso istante in cui si comprende e si materializza un’assenza.
L’oceano risuona lontano e sprigiona il suo profumo in modo intenso – fortissimo – come la più struggente malinconia.
Ma non c’è. È assenza che si percepisce con tutti i sensi.
È attesa che l’oceano torni a riportare senso.

barca

Grazie terra bellissima per questi dieci anni.
Resto in attesa del tuo richiamo e della nostalgia che a te, in qualche modo, sempre mi riporta.

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